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P.G.S. ROBUR 1905 MACERATA

STORIA

115 ANNI DI SPORT CON I GIOVANI DI MACERATA

Seguendo  tracce  di una   sintesi di cronaca dell’Istituto Salesiano di Macerata, sappiamo  che  nel 1905 l'Oratorio di Macerata era   frequentato regolarmente da circa 400 giovani e  con i più quotati (dal punto di vista ginnico) l'infaticabile don Luigi Baldi fondò la nuova società ginnastica, con la conduzione  tecnica  del prof. Elvio D'Errico,  ordinario  di educazione fisica.

 

Il 9 gennaio 1907 fu benedetta la prima “bandiera”  ufficiale della Robur, ricamata  dalla Contessa Luisa e dalla contessina Amalia Tomassini Barbarossa.

 

 

I ginnasti roburini raggiunsero - in brevissimo tempo - un tale livello di preparazione e perfezione da primeggiare a livello nazionale. Vincitori a Biella nel 1906 e nel concorso internazionale di Milano nel 1909. Nel frattempo inizia l'attività nel settore calcio con le prime sporadiche gare ufficiali.

 

La Prima Guerra Mondiale provocò la sospensione di ogni attività. Molti giovani partirono con lo stesso entusiasmo e con lo stesso coraggio dimostrato in palestra. Diversi furono i valorosi che immolarono la loro vita per la Patria: i caduti furono 58, di cui 2 Medaglie d'oro, 7 d'argento e 2 di bronzo.

 Finita la guerra, la Robur riorganizzò le sue file e riprese l'attività calcistica. La squadra fu rifondata da don Torello Simonelli e,   benchè povera di nozioni tecniche e dei minimi concetti tattici, ottenne buoni risultati anche se non strepitosi come quelli in campo ginnico.

Nel settembre 1921 la città di Macerata vive un momento storico: si registra la fusione delle società  della Robur , la Virtus e l'Helvia Recina, dando vita ad una nuova squadra " la Maceratese ". Ben sette giocatori furono presi dalla Robur (Angelo e Ugo Perugini, Ivo Moschini, Umberto e Vittorio  Principi, Umberto Taffetani, e Luigi Carelli). Pur condividendo tale strategia, la Robur non rinuncia alla propria autonomia rivolta prevalentemente all'attività del settore giovanile.

Dopo la seconda interruzione forzata dal 2° conflitto mondiale, la Robur riprese prontamente l'intera attività calcistica aprendo un ciclo ricco di grandissime soddisfazioni legate anche a ragazzi che poi ebbero gloria e successo anche nel calcio professionistico a partire dagli anni 60/70.

 

La costruzione di un secondo campo  denominato "Giansanti" e l'avvio  dei lavori per la nuova sede dell'Oratorio, sita dove sempre era stato  il "rustico", intorno al  1956, offrì la possibilità di sviluppare ulteriormente l'attività sportiva. 

 

GLI ANNI 60 ED I GRANDI NOMI DELLA ROBUR:

Albertino Mari esordisce in Serie A, con la maglia della Lazio, nel campionato 63-64 contro il Milan. Nato a Macerata e cresciuto nella Robur,  dopo aver giocato qualche stagione nella Sambenedettese fu acquistato dalla Lazio nel 1962. Nella sua carriera in serie A ha giocato 57 partite segnando  8 reti.

 

Umberto Berti, nato a Macerata ed anch’egli cresciuto nella Robur, è passato prima alla Maceratese dove ha giocato in serie C, poi é stato acquistato dal Torino e dato in prestito al Cesena dove il 1° anno ha vinto il campionato di serie C ed ha esordito in B nell'anno successivo. Una sfortunata serie di coincidenze (infortuni) gli ha negato la possibilità di una carriera più longeva tra i professionisti, ma resta sicuramente uno dei migliori talenti espressi dal calcio giovanile roburino negli ultimi 50 anni.

 

Pino Brizi, è il vero emblema del calcio roburino: muove i primi passi da calciatore nella società bianconera e dopo tutta la trafila nel settore giovanile salesiano (passando attraverso la Maceratese come era prassi, in quel tempo, per i migliori giovani locali) passa alla Fiorentina nel 1962. Nella società gigliata Brizi disputa ininterrottamente i campionati dal 1962 al 1976, la bellezza di 374 gare da professionista, Capitano dello storico scudetto della stagione 1968/69 oltre a due successi nella Coppa Italia ed una Mitropa Cup.

 

Anni 80/90:nuovi talenti roburini nell'olimpo del professionismo

Anche sul finire degli anni 80 la Robur continua ad essere fucina di giovani che entreranno nel mondo del calcio professionistico. I nomi più famosi dell'epoca sono sicuramente il giovane Fermani (all'Ascoli) e soprattutto Alessandro Porro che nella stagione 1990/91 viene acquistato dal Foggia di mister Zeman. Con i rossoneri Porro conquista la serie A ed è protagonista delle storiche imprese del club pugliese e nelle due stagioni successive ancora con il Bologna: in quattro anni Porro collezionerà quasi 100 presenze tra serie A e B.   

I NOSTRI GIORNI

Negli anni 2000 continua il proficuo lavoro della Robur, che continua ad essere il punto di riferimento per tantissimi giovani.
Nelle ultime stagioni sportive rappresenta la società della provincia con più tesserati nella scuola calcio.
Le intenzioni della casa salesiana sono sempre le stesse, quelle di Don Bosco: creare Buoni Cristiani ed Onesti Cittadini e lo sport, in calcio in particolare, sono uno strumento essenziale per farlo.

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